Due giorni
Due giorni così chi se li scorda più. Era tutto cominciato venerdì quando abbiamo raggiunto Nazzano (gli sposi, Max, Sandro, Corry e Fede il fotografo). Abbiamo mangiato (lasagne e salsicce) e poi a ninna. Al risveglio Sandro era uno zombie alla ricerca di un cappuccino (che poi ha accompagnato con due cornetti), Max e Corrado erano arzilli, Fede non aveva ancora capito su quale pianeta fosse. Gli sposi erano, sembravano, tranquilli.
Poi si parte. Alle 9.30, dopo un bel caffè, siamo arrivati in Comune. Brevi saluti con il sindaco e in una decina di minuti abbiamo messo nero su bianco. Per lo Stato, siamo moglie e marito. Uscendo dalla casa comunale Max, Sandro e Corry, raggiunti da Giuliano, ci hanno lanciato il riso e, dopo le doverose telefonate ai genitori, altra colazione. Questa volta più rilassati.
Ma mica tanto. Perché di corsa siamo andati ai Campi di Valdurz per sistemare le ultime cose. Che erano tante: le botti, il palco, il giardino, i tavoli, la discoteca. Tante cose. Tutte di fretta. Poi la sposa si è andata a preparare con Max, Corry, Ari e la Ines appena arrivata da Bologna. Lo sposo ha invece fatto l'uomo rimanendo a presidiare i lavori.
E improvvisamente si sono fatte le 18.30. Leti ed Emilio sono arrivati ai Campi di Valdurz ed è iniziata la nostra cerimonia. Nostra in tutti i sensi. Musicata dai grandi Cosacchi e interpretata da Giuli, Omar, Daniele, Mauro, Francesca, Gianluca, Marina e Chiara. Grazie di cuore. A tutti.
La cena è stata piuttosto veloce e indolore, non male per un matrimonio. Poi, forse, il momento più divertente della serata. Una rassegna in powerpoint delle foto più salienti della nostra vita, preparate da Eli, Robo e Ari (complici i genitori). Da zero anni a oggi. Francamente imbarazzanti.
La torta, Bella ciao, le foto e la disco sono stati un tutt'uno. Un susseguirsi di emozioni. E una valanga di affetto che ci ha travolto. Mai provato niente del genere. La sera è finita alle 4 all'ostello. Dove abbiamo dormito (?). La mattina aver fatto colazione tutti insieme è stato piacevole. Anche se il sapore era quello del "mannaggia è tutto finito, lo rifarei di corsa...".
Insomma, due giorni così chi se li scorda più.
Poi si parte. Alle 9.30, dopo un bel caffè, siamo arrivati in Comune. Brevi saluti con il sindaco e in una decina di minuti abbiamo messo nero su bianco. Per lo Stato, siamo moglie e marito. Uscendo dalla casa comunale Max, Sandro e Corry, raggiunti da Giuliano, ci hanno lanciato il riso e, dopo le doverose telefonate ai genitori, altra colazione. Questa volta più rilassati.
Ma mica tanto. Perché di corsa siamo andati ai Campi di Valdurz per sistemare le ultime cose. Che erano tante: le botti, il palco, il giardino, i tavoli, la discoteca. Tante cose. Tutte di fretta. Poi la sposa si è andata a preparare con Max, Corry, Ari e la Ines appena arrivata da Bologna. Lo sposo ha invece fatto l'uomo rimanendo a presidiare i lavori.
E improvvisamente si sono fatte le 18.30. Leti ed Emilio sono arrivati ai Campi di Valdurz ed è iniziata la nostra cerimonia. Nostra in tutti i sensi. Musicata dai grandi Cosacchi e interpretata da Giuli, Omar, Daniele, Mauro, Francesca, Gianluca, Marina e Chiara. Grazie di cuore. A tutti.
La cena è stata piuttosto veloce e indolore, non male per un matrimonio. Poi, forse, il momento più divertente della serata. Una rassegna in powerpoint delle foto più salienti della nostra vita, preparate da Eli, Robo e Ari (complici i genitori). Da zero anni a oggi. Francamente imbarazzanti.
La torta, Bella ciao, le foto e la disco sono stati un tutt'uno. Un susseguirsi di emozioni. E una valanga di affetto che ci ha travolto. Mai provato niente del genere. La sera è finita alle 4 all'ostello. Dove abbiamo dormito (?). La mattina aver fatto colazione tutti insieme è stato piacevole. Anche se il sapore era quello del "mannaggia è tutto finito, lo rifarei di corsa...".
Insomma, due giorni così chi se li scorda più.

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